25 aprile 1945,
anniversario della Liberazione

Le celebrazioni indette per la giornata del 25 aprile sono una ricorrenza che vorremmo mantenere indelebile, pur conservando il senso del valore storico e umano. Tuttavia il tempo trascorso ha allontanato dal nostro pensiero tante cose, le quali acquistarono autorità nella memoria dei nostri genitori e nonni.
E’ opportuno, pertanto, tramandare alle presenti generazioni, e a quelle che verranno, il significato di tale celebrazione basandosi sugli esempi del passato, rispettando quei cittadini italiani immolatisi per la libertà.

Vicenza, 25 aprile 1945

Venerdì Vicenza aveva l’aspetto allucinato delle città in preda al terrore; le notizie si accavallavano contraddittorie e la gente scantonava rapida, non osava sperare di essere alla vigilia. Chi ritornava dopo lunghi mesi di assenza e constatava con i suoi occhi i terribili effetti della guerra sui cari monumenti, non riconosceva le note vie troppo silenziose. Le prime ore di sabato la situazione era anche più tesa: non si capiva la ragione di tutte quelle sparatorie, evidentemente a vuoto, ma che lasciavano agli angoli delle strade le ultime vittime del terrore nazista.

(Estratto da “Vicenza Libera”, edizione speciale del Comitato di Liberazione Nazionale Vicentino, 28 aprile 1945).

Con acceso entusiasmo i quotidiani locali esordirono, nella giornata del 25 aprile 1945 e in quelle seguenti, con una ricca serie di articoli dedicati tutti alla sospirata liberazione dal regime nazifascista e alla nascita della democrazia italiana.

A ricordo di quei momenti, a lungo attesi dai vicentini animati anche dall’emozione per l’entrata in città delle forze militari alleate, propongo alcuni testi estratti da Vicenza Libera, organo del Comitato di Liberazione Nazionale Vicentino, datato 28 aprile 1945. In esso è evidente un forte bisogno e senso di unità nazionale che ai giorni nostri sembra smarrito.

L’articolo, infatti, chiama a raccolta la popolazione vicentina affinché superi il momento di entusiasmo e collabori fattivamente alla crescita economica, sociale e politica del Paese.

Vicentini!
Il vessillo della libertà ritorna a sventolare sulla nostra terra mercè il sacrificio di uomini generosi, combattenti nel segno della democrazia. Essa sventola purtroppo su un campo di infiniti lutti e rovine. Mai nella sua storia il nostro popolo ebbe a provare così gravi conseguenze come in questa guerra voluta da una classe dirigente di criminali. Consci degli errori che portarono l’Italia sull’orlo dell’abisso, accorati per le sventure che ci restano quale retaggio di un infame passato, non ci abbandoniamo ad inconsulte manifestazioni di gioia. Nel nostro cuore, accanto al vuoto lasciato dai Caduti che sono mancati al nostro fianco, all’ansia per la sorte dei nostri fratelli sparsi in terre lontane, al dolore per le famiglie senza tetto e per le vittime innocenti, c’è la ferrea decisione di continuare la lotta a fianco delle Armate alleate fino alla completa liberazione del Paese e allo sterminio della belva nazifascista.
L’esempio di coloro i quali col proprio sangue hanno preparata la via alla redenzione della nostra Patria richiami il popolo tutto a senso di dignità, a spirito di sacrificio e al dovere del lavoro in un’ora in cui solo col contributo di tutte le forze si potrà giungere alla ricostruzione economica e morale, politica e sociale del Paese. Di fronte alle difficoltà del momento il Comitato di Liberazione Nazionale, su cui già pesa l’eredità dei vent’anni di mal governo, fa appello al sentimento di solidarietà e di disciplina del nostro popolo affinché la sua opera cementi ancora maggiormente quell’unità che è condizione essenziale per la rinascita della Patria.
Viva l’Italia! Viva le Armate liberatrici e il Corpo Volontari della Libertà!
Viva Vicenza libera!

L’eccidio dei 31 partigiani a Bassano del Grappa

Come accadde in molti comuni italiani, anche la città di Vicenza, con la sua vasta provincia, fu interessata da una serie di drammatici eventi.

Tra le numerose barbarie compiute dal regime nazista, uno dei più noti fu l’eccidio di 31 partigiani appartenuti alle brigate “Garibaldi”, “Matteotti” e “Italia Libera”.

L’efferato episodio, divenuto poi simbolo della Resistenza vicentina, accadde il 26 settembre 1944 a Bassano del Grappa e fu diretto dai gerarchi nazisti Herbert Andorfer e Karl Franz Tausch che all’epoca aveva appena compiuto 21 anni.

La cattura dei partigiani, invece, avvenne sul Monte Grappa, durante le operazioni di rastrellamento condotte da quattro divisioni tedesche appoggiate dai reparti fascisti della “Tagliamento” e delle “Brigate Nere”.

Ai prigionieri catturati durante quel rastrellamento fu iniettato un sedativo per impedir loro ogni possibilità di reazione; furono poi condotti, a bordo di automezzi tedeschi, sul luogo del l’esecuzione. Il posto prescelto fu Viale XX Settembre, e si decise che sarebbero morti per soffocamento da impiccagione.

Il plotone era costituito da volontari giovanissimi, neppure diciottenni, che strinsero al collo dei malcapitati un cappio collegato ad una robusta fune portata in tensione dal traino di un automezzo militare. All’ordine perentorio dell’ufficiale nazista il pesante mezzo accelerò stringendo il nodo attorno alla gola delle vittime, mentre i giovani esecutori abbracciarono di peso le gambe degli agonizzanti che stentavano morire.

I corpi furono lasciati esposti a penzoloni su ogni albero del viale fino al giorno seguente, con l’intento di dissuadere la popolazione da ogni tentativo di ribellione al regime. I responsabili ed i carnefici dell’eccidio, ad opera compiuta, andarono festanti a gozzovigliare in alcuni locali della cittadina bassanese. Nelle ore che seguirono i corpi dei partigiani furono sbeffeggiati, profanati con sputi e al loro petto fu esposta una tabella che li accusava di brigantaggio.

Dopo il drammatico evento che segnò profondamente le coscienze dei bassanesi e dopo la fatidica giornata del 25 aprile 1945 che pose ufficialmente fine al regime nazifascista, il Viale XX Settembre mutò il toponimo in Viale dei Martiri, in onore di quelle 31 giovani vite spezzate per la libertà del popolo italiano.

Anniversario della Liberazione - 25 aprile: copertina del giornale uscito nel 1965.

Il 25 aprile del 1965, esattamente vent’anni dopo l’annuncio ufficiale della Liberazione dalle milizie nazi-fasciste, il periodico fondato dalla Democrazia Cristiana uscì con un numero speciale dedicato alla Resistenza partigiana nel vicentino.
La copertina del giornale riporta la terribile immagine dei giovani bassanesi appesi agli alberi del Viale dei Martiri. La foto è accompagnata dalla Preghiera del Partigiano che riporto testualmente:

Signore, che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce, segno di contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dei dominanti, la sordità inerme della massa, a noi, oppressi da un giogo numeroso e crudele che in noi e prima di noi ha calpestato Te fonte, di libere vite, dà la forza della ribellione. Dio che sei Verità e Libertà, facci liberi e intensi: alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà, moltiplica le nostre forze, vestici della Tua armatura. Noi Ti preghiamo, Signore. Tu che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato, crocifisso, nell’ora delle tenebre ci sostenti la Tua vittoria: sii nella indigenza viatico, nel pericolo sostegno, conforto nell’amarezza. Quanto più si addensa e incupisce l’avversario, facci limpidi e diritti. Nella tortura serra le nostre labbra. Spezzaci, non lasciarci piegare. Se cadremo fa che il nostro sangue si unisca al Tuo innocente e a quello dei nostri Morti a crescere al mondo giustizia e carità. Tu che dicesti “io sono la Resurrezione e la Vita” rendi nel dolore all’Italia una vita generosa e severa. Liberaci dalla tentazione degli affetti: veglia Tu sulle nostre famiglie. Sui monti ventosi e nelle catacombe della città, dal fondo delle prigioni noi Ti preghiamo: sia in noi la Pace che Tu solo sai dare. Dio della pace e degli eserciti, Signore che porti la spada e la gioia, ascolta la preghiera di noi ribelli per amore.

L’anniversario del 25 aprile a Vicenza

Vicenza ricorda, durante la giornata commemorativa del 25 aprile 2016, i martiri caduti durante l’oppressione del regime nazifascista. In dettaglio il programma dell’evento organizzato dal Comune di Vicenza per il 71° anniversario della Liberazione:

  • Ore 10,15 – Tempio di San Lorenzo: celebrazione della Santa Messa in suffragio dei Caduti. Al termine del rito religioso il corteo, composto dalle autorità e dai labari delle associazioni Combattentistiche e d’Arma, sfilerà lungo Corso Fogazzaro e Corso Palladio fino raggiungere Piazza dei Signori.
  • Ore 11,15 – Piazza dei Signori: Onori alla bandiera del Comune di Vicenza decorata di due Medaglie d’Oro al Valore Militare e alzabandiera in presenza del Gonfalone della Provincia di Vicenza e delle numerose Associazioni d’Arma. Seguiranno le lettura delle motivazioni della Medaglia d’oro concessa alla Bandiera di Vicenza e al Corpo dei Volontari per la Libertà, la deposizione delle corone in commemorazione ai Caduti, il saluto del sindaco di Vicenza e l’orazione ufficiale a cura del professore Emilio Franzina, docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Verona.
CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter
E' vietata la riproduzione, anche parziale, di immagini, testi o contenuti senza autorizzazione.

Scritto da:

Pubblicato: 23 aprile 2016

Inserito sotto: Eventi

Visto: 1210

Tags: ,

Commenti chiusi.