Nonni in vacanza:
Passione per la montagna!

La montagna Vicentina lambisce con i suoi verdi pendii la pianura, con ombrose valli scende in torrenti e con i suoi numerosi paesi ospita comunità di gran lavoratori. S’impongono, con lento incedere verso il fondo valle, l’Astico e il Brenta: due importanti fiumi che gonfi dalle abbondanti piogge o dal disgelo dell’inverno trascorso, attraversano la provincia.

La Montagna Vicentina

Lunga e ben distesa, la montagna vicentina sviluppa un abbraccio che confina ad oriente con la provincia trevigiana e ad ovest con i limitrofi comuni veronesi. Costituisce elemento di delimitazione il Massiccio del Grappa tristemente conosciuto per le numerose battaglie combattute durante la Grande Guerra, mentre il versante opposto conclude con il gruppo montuoso dei Lessini, tra Adige e Valle dell’Alpone.

Gli aspetti orografici sono mutevoli e riservano caratteristiche peculiari in tutta la fascia prealpina. Flora e fauna arricchiscono il territorio montano con specie rare, là dove sia consentito rifugio dalle intemperie e dall’estinzione.

Sopravvivono, sin da tempi remoti, anche numerose leggende: orchi, gnomi, basilischi, draghi, fate, streghe, salbanelli ed anguane! Creature d’ogni sorta, nascoste tra boschi e paludi, in attesa di sortir malefici o cattiverie agli ignari passanti!

Tali credenze erano diffuse soprattutto nel Canal di Brenta, in Valsugana e nella Valle di Posina: un mondo invisibile e misterioso capace di condizionare l’immaginario dei valligiani.

La vacanza in montagna agli inizi del ‘900

Come si preparavano i bisnonni ad affrontare la montagna?

Le vacanze in montagna dei nonni, l'AlpenStock

Abbigliamento tipico nel 1910, con alpenstock, il bastone per le camminate in montagna

Un adeguato equipaggiamento consisteva in scarpe robuste, galosce avvolte sopra le caviglie, un cappello di paglia e un alpenstock: il tipico e lungo bastone ereditato dalla centenaria tradizione germanica.

Erano sufficienti vesti comode e un tascapane per riporvi alimenti da consumare durante le escursioni o per infilarvi roncole e coltellacci.

Così attrezzati, affrontavano il viaggio verso le ambite località di montagna; tra malghe e rifugi dove poter assaporare i prodotti gastronomici e respirare l’aria frizzante dei boschi.

Unico mezzo di trasporto, prima dell’arrivo dell’automobile, era il cavallo che veniva utilizzato come traino per le carrozze.

Nel 1885 arrivò il treno per le tratte pedemontane di:

  • Torrebelvicino-Schio
  • Schio-Rocchette
  • Rocchette-Arsiero

La tratta Rocchette-Asiago venne inaugurata nel 1908, accorciando comodamente tempi e distanze per raggiungere l’Altopiano dei Sette Comuni.

La Vaca Mora all'uscita della galleria di montagna Cesuna-Asiago.

Nel 1880, invece, avvenne il primo collegamento tra Vicenza e i comuni di Valdagno-Recoaro Terme, con diramazione Montecchio Maggiore-Arzignano-Chiampo.

Le gite in montagna nelle foto e cartoline d’epoca

Arriviamo, infine, alla galleria con le immagini sulle gite e sulle vacanze in montagna nel primo ‘900 e nel dopo guerra, in riferimento al decennio 1920-30.

Nella rassegna di foto e cartoline d’epoca sono inclusi momenti di nostalgica memoria di facoltosi personaggi a bordo delle prime automobili, insieme ad alcune vedute montane riprese prima dello scoppio della Prima guerra mondiale.

Postume alla Grande guerra, sono le foto ricordo degli aderenti al gruppo CAI (Club Alpino Italiano) fermi in posa lungo la vecchia carrozzabile che conduce all’Altopiano dei Sette Comuni.

Foto Ricordo Gruppo CAI di Vicenza, decennio 1920-30.
Click sulle immagini per ingrandire.
Concludo per lasciare spazio alla selezione di alcune immagini sulla provincia di Vicenza, Belluno, Trento, sospirando al desiderio di riconciliarmi tra il verde canto delle fronde smosse dal vento.

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Pubblicato: 18 ottobre 2015

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