L’Ossario del Pasubio si racconta

Incastonato come una gemma nell’incavo di un prezioso monile, il Tempio Ossario del Pasubio si erge sul Colle di Bellavista ed è raggiungibile percorrendo la strada militare che collega Pian delle Fugazze con l’ampio Piazzale sopra la Val Leogra.

Origini del Tempio Ossario del Pasubio

Notizie certe risalgono al lontano 1917, quando nelle Prealpi vicentine imperversavano aspri combattimenti. Di quel triste anno è nota una lettera del Capitano Medico Zamboni Dott. Giovanni, datata 8 dicembre, nella quale veniva espresso il desiderio degli Alpini di avere lassù un’immagine della Vergine Maria per la piccola cappella da loro costruita.

La proposta giunse al Monsignor Rodolfi Vescovo di Vicenza, il quale formò, con il Senatore Guglielmo Pecori Giraldi e il Senatore Co. Lelio Bonin Longare, un “Comitato Esecutivo” per l’erezione di un manufatto religioso di maggior prestigio.

Trasformato in “Comitato Nazionale”, l’ente diede incarico all’Architetto Ferruccio Chemello di Vicenza di progettare la struttura con le fattezze di un monumentale Tempio-Ossario.

Furono condotti alcuni sopralluoghi prima della sua costruzione e solo dopo attente valutazioni fu scelto il Colle di Bellavista (m. 1265) per la posizione incantevole e per la facilità di accesso ai mezzi di trasporto.

Le prime spese furono sostenute dal Comitato Nazionale, con i proventi offerti dal Presidente Gen. Co. Guglielmo Pecori Giraldi (pari a Lire 50.000) e dalla raccolta fondi promossa dal Corriere Vicentino il 13 dicembre 1917 che fruttò in poco più di due mesi Lire 26.000.

Raggiunte le necessarie quote per l’inizio dei lavori, fu decisa dal Comitato Nazionale la data per la posa della prima pietra. Il memorabile evento cadde il 1° luglio 1920, sotto una pioggia battente, in presenza di numerose autorità e del Monsignor Endricci – Arcivescovo di Trento – incaricato alla solenne benedizione.

Il 26 agosto 1921 furono deposte le prime 2000 salme dei Caduti Ignoti raccolte sul massiccio montuoso.

Ossario del Pasubio: cerimonia e posa della Prima pietra.

Posa e benedizione della prima pietra dell’Ossario sul Pasubio, 1 luglio 1920 (la data impressa sulla cartolina è errata). Ed. G. Miola & C. di Schio.

Il Tempio-Ossario del Pasubio fu quindi portato a termine dalla Fondazione 3 Novembre 1918, nata a Firenze nel 1921 e presieduta dallo stesso Guglielmo Pecori Giraldi, Comandante della I Armata e Senatore del Regno d’Italia.

Descrizione ed inaugurazione dell’Ossario sul Pasubio

Contemporaneamente al XXV Anno Episcopale del Mons. Rodolfi – celebrato il 10 maggio 1936 – uscì un’accurata descrizione sul Tempio Ossario del Pasubio suddivisa in volumi compilati da Giuseppe De Mori e Giuseppe Stocchiero. Distribuita in omaggio dalla Diocesi di Vicenza, l’opera raccolse interessanti dettagli sulle attività pastorali e sulle strutture religiose distribuite nel territorio Vicentino.

Sul secondo volume il Tempio Ossario del Pasubio viene così descritto dal Canonico Stocchiero:

Il basamento dell’Ossario ha una fronte di metri 21 a terra e di metri 14.50 alla sovrastante terrazza, ed è alto metri 3.50. La torre monumentale, larga alla base metri 10.50, ha un’altezza di metri 31.50, per modo che l’intera costruzione è alta metri 35. L’edificio è rivestito di blocchi di marmo bianco e grigio tratto dalle vicine pendici del Cornetto e dalle cave di Magrè e Piovene.

Al suo interno sono mirabili gli affreschi e le decorazioni dell’artista fiorentino Tito Chini, mentre la statua dell’Immacolata, posta sopra l’altare, fu opera dello scultore vicentino Giuseppe Zanetti.

Cartolina del Tempio Ossario del Pasubio, 1928

Cartolina d’epoca dell’Ossario del Pasubio, riportante in didascalia i testi incisi sulle lastre marmoree murate all’ingresso e lungo il prospetto. Ed. anonimo, anno 1928.

Il Tempio Ossario del Pasubio venne inaugurato il 26 agosto 1926 da Sua Maestà Re Vittorio Emanuele III in presenza dei Marescialli d’Italia Pecori Giraldi e Armando Diaz, del Ministro di Grazia e Giustizia Alfredo Rocco, del Vice Presidente del Senato Lelio Bonin Longare, del Presidente della Camera Casertano e di molte altre Autorità e rappresentanze.

La Santa messa fu celebrata nel Sacello dal Mons. Rodolfi, mentre altre due funzioni religiose furono condotte all’esterno dall’Arciprete di Schio Antonio Mantiero e dall’Arciprete di Valli del Pasubio Don Pietro Bicego.

Il Mons. Rodolfi – Vescovo di Vicenza – durante l’Omelia tenne questo memorabile discorso ai presenti:

Maestà, Eccellenze, Fratelli,Qui sul sepolcro dei gloriosi caduti – dal sacello della Vergine che li protegge – al cospetto dei dirupi bagnati dal loro sangue- raccogliamo lo spirito, infiammiamo l’ardore della fede, ed interpreti dei padri, delle madri, delle vedove, dei figli, dei congiunti, interpreti dei Duci invitti, dei prodi commilitoni, dell’Esercito vittorioso e del popolo italiano, a Dio innalziamo fervida una prece. Preghiamo il riposo ed il premio eterno agli Eroi caduti per la patria. Preghiamo per la pace, la concordia e la prosperità alla nostra Nazione.

Al commovente discorso seguirono le esequie ai defunti intonate dal coro Schola Cantorum di Schio che diffuse, con la soavità del canto, un senso di profonda mestizia tra i presenti alla funzione religiosa.

L’opera spirituale del Vescovo continuò sul Sacrario anche negli anni successivi. Decisiva fu la collaborazione con la Fondazione 3 Novembre 1918 che prese in gestione il manufatto dal 1921 e che istituì il pellegrinaggio al Tempio Ossario del Pasubio nella prima settimana di luglio.

L’evento si ripete tuttora durante la prima settimana di settembre, con sentita partecipazione delle autorità civili e militari.

Come raggiungere il Sacrario

Per chi arriva in auto, percorrendo il tratto autostradale A4 Brescia-Padova, è consigliabile il raccordo che conduce a Valdastico (A31), quindi uscire a Vicenza Nord e proseguire per circa 15 Km sulla Strada Provinciale 46.

Orari:

Il Sacrario è visitabile tutti i giorni dal 16 maggio al 30 settembre, rispettando i seguenti orari:
dalle ore 9:00 alle ore 12:30 e dalle ore 14:00 alle ore 18:00.

Nei restanti mesi l’apertura è prevista solo nei fine settimana e in caso di festività dalle ore 9:00 alle ore 12:00 e dalle ore 14:00 alle ore 17:00.

Approfondimenti:

Storia dell’Ossario del Pasubio, a cura della Fondazione 3 Novembre 1918.

Bibliografia:

“La Diocesi di Vicenza dal 1911 al 1936” – Le attività pastorali e l’edilizia diocesana (vol. 1 – 2 ) a cura di Giuseppe De Mori e Giuseppe Stocchiero. Edizioni Rumor, 2 maggio 1936.

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Pubblicato: 27 novembre 2015

Inserito sotto: Architettura, Grande Guerra

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