Ieri ed oggi: come e quanto è cambiata Vicenza nel tempo

E’ trascorso oltre un secolo dall’introduzione della cartolina postale nel contesto sociale internazionale. Dalla fine del settecento, infatti, si ripete lo scambio di saluti, ringraziamenti, frasi d’amore o semplici e concisi messaggi d’amicizia e fratellanza. Protagoniste dei cartoncini sono le illustrazioni e le fotografie dei paesaggi cittadini o di provincia, delle arti figurative, della propaganda militare, delle festività nazionali o delle varie attività commerciali diffuse sul territorio. 

Anche la città di Vicenza, con la sua vasta provincia, è conosciuta attraverso questo originale scambio di informazioni. Le numerose vedute panoramiche e le architetture raffigurate nelle cartoline postali hanno contribuito a rendere la città Berica famosa nel mondo. La loro la diffusione è un elogio alla melanconia, alla bellezza dei palazzi scomparsi, al sacrificio di quelli recuperati dai danni subiti dalla guerra e alla magnificenza di quelli rimasti miracolosamente intatti.

Viaggiare nel tempo per riscoprire Vicenza

Ricercare è un’attività che vorrebbe, nel suo intento, divulgare eventi storici e mettere in risalto i cambiamenti avvenuti nel territorio durante lo sviluppo urbano. E’ un po’ lo scopo che si prefigge l’autore con la pubblicazione di alcune belle immagini estratte dalle cartoline d’epoca, messe a confronto con scorci fotografici realizzati nello stesso luogo e, quando possibile, con la stessa prospettiva, evidenziando quanto sia cambiata Vicenza nel tempo.

Molte cartoline sono in bianco e nero e ritraggono spesso angoli insoliti o sconosciuti della città, consegnando un’esaustiva e completa testimonianza della loro trasformazione. La galleria delle immagini è accompagnata anche da alcune rare cartoline a colori: tali esemplari furono trattati con la tecnica dell’acquerello da un magistrale artista, spesso riconducibile alla mano esperta del tipografo.

Per chi arriva da Ponte Alto

Il lungo tratto che oggi riunisce le località di Montecchio Maggiore, Tarvenelle e Olmo con Ponte Alto e Viale San Lazzaro, era un tempo la strada carrozzabile preferita dai sovrani d’Italia che la percorrevano per dirigersi a Venezia. Il viaggio era previsto in carrozza ed accompagnato dallo scalpitio dei cavalli che s’interrompeva per una sosta in Viale San Lazzaro, dove i Savoia possedevano alcuni immobili.

Questa prima raccolta di immagini dedicata al tema Vicenza nel tempo ha inizio proprio dal Viale Verona fino al raggiungimento con i Giardini Salvi e con le Scuole Comunali, erette nel primo Novecento in Piazzale Giusti

Campo Marzo e dintorni

Ricordato col nome di “Guisega”, dalla forma dialettale tedesca wisega (wiese: prato), Campo Marzo era il luogo dove si tenevano le fiere del bestiame, le esercitazioni militari e persino le esecuzioni capitali. Era ombreggiato da rigogliosi salici piangenti che in seguito furono eliminati per lasciare spazio alla linea ferroviaria Milano-Venezia inaugurata nel 1844.

Campo Marzio (o Campo Marzo) è lambito a sud dalla stazione ferroviaria ed il Retrone, ad occidente dal parcheggio interrato “Verdi” con Piazzale Bologna, a settentrione con Piazzale De Gasperi e con l’ingresso monumentale ai Giardini Salvi (l’arco è attribuito all’architetto Baldassare Longhena che lo fece erigere nel 1645).
La parte sud orientale è delimitata dai resti delle mura medievali di Contra’ Pallamaio e dal breve tratto della Seriola, interrata lungo Piazzale De Gasperi e Viale Roma.

Numerose sono anche le cartoline pubblicate agli inizi del Novecento e che illustrano l’antico Caffè Turco (oggi Moresco) ed il Teatro Verdi; entrambi scomparsi sotto i bombardamenti aerei del 1944 vengono spesso descritti in testi specialistici.

Il centro storico e i suoi palazzi

Ripetutamente sconvolto durante il dominio napoleonico ed asburgico del XIX secolo, il centro storico di Vicenza vide ulteriore cambiamento durante la prima metà del 1900. Artefici di tale mutamento furono le battaglie risorgimentali che coinvolsero i vicentini sino al 1848 e le due guerre mondiali che seguirono nel secolo scorso.

Durante la Grande Guerra, la città di Vicenza fu più volte colpita dai bombardamenti aerei compiuti dall’impero austro-ungarico che controllava i cieli della provincia sin dal primo anno del conflitto.

Altrettanto documentati sono i numerosi bombardamenti aerei che coinvolsero il centro storico durante la seconda guerra mondiale e precisamente tra il 1943 e il 1945. Al termine del conflitto fu condotto il recupero e la ricostruzione degli edifici storici e di quelli civili e religiosi, basandosi sui progetti originari.

Note: Pagina in aggiornamento, a breve verranno inserite ulteriori immagini
E’ vietata la riproduzione, anche parziale, di immagini, testi o contenuti senza autorizzazione.

Commenti chiusi.

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.