Ieri ed oggi: come e quanto è cambiata Vicenza nel tempo

E’ trascorso oltre un secolo dall’introduzione della cartolina postale nel nostro contesto sociale e da allora lo scambio di saluti, di ringraziamenti, di frasi d’amore o di semplici messaggi d’amicizia si è evoluto nelle forme e nelle modalità tecnologiche che ben conosciamo. Ma, nonostante il progresso, resta la convinzione che un messaggio virtuale digitato al telefonino non potrà mai sostituirsi al saluto scritto a penna ed accompagnato da una bella illustrazione su cartolina.

 

Viaggiare nel tempo per riscoprire Vicenza

Ricercare è anche un’attività di divulgazione di eventi storici e vorrebbe, nel suo modesto intento, mettere in risalto i cambiamenti avvenuti nel territorio durante il suo sviluppo. E’ un po’ lo scopo che mi prefiggo di presentare con la pubblicazione di alcune belle immagini d’epoca messe a confronto con scorci dello stesso luogo e, quando possibile, con la stessa prospettiva, evidenziando quanto sia cambiata Vicenza nel tempo.

Molte cartoline sono in bianco e nero e ritraggono spesso angoli insoliti o sconosciuti della città, consegnando all’appassionato collezionista una testimonianza della loro trasformazione. La galleria delle immagini è accompagnata anche da alcune rare cartoline a colori: tali esemplari furono trattati con la tecnica dell’acquerello da un bravo artista, spesso riconducibile alla mano del tipografo.

Per chi arriva da Ponte Alto

Il lungo tratto che oggi riunisce le località di Montecchio Maggiore, Tarvenelle e Olmo con Ponte Alto e Viale San Lazzaro, era un tempo la strada carrozzabile preferita dai sovrani d’Italia che la percorrevano per dirigersi a Venezia. Il viaggio era previsto in carrozza ed accompagnato dallo scalpitio dei cavalli che s’interrompeva per una sosta in Viale San Lazzaro, dove i Savoia possedevano alcuni immobili.

Questa prima raccolta di immagini dedicata al tema Vicenza nel tempo ha inizio proprio dal Viale Verona fino al raggiungimento con i Giardini Salvi e con le Scuole Comunali erette nel primo Novecento in Piazzale Giusti

Campo Marzo e dintorni

Ricordato col nome di “Guisega”, dalla forma dialettale tedesca wisega (wiese: prato), Campo Marzo era il luogo dove si tenevano le fiere del bestiame, le esercitazioni militari e persino le esecuzioni capitali. Era ombreggiato da rigogliosi salici piangenti che in seguito furono eliminati per lasciare spazio alla linea ferroviaria Milano-Venezia inaugurata nel 1844.

Campo Marzo è lambito a sud dalla stazione ferroviaria ed il Retrone, ad occidente dal parcheggio interrato e dal Piazzale Bologna, a settentrione dal Piazzale De Gasperi e dall’ingresso monumentale ai Giardini Salvi (l’arco è attribuito all’architetto Baldassare Longhena che lo fece erigere nel 1645).

La parte sud orientale è delimitata dai resti delle mura medievali di Contra’ Pallamaio e dal breve tratto della Seriola interrata lungo Piazzale De Gasperi e Viale Roma.

Numerose sono anche le cartoline pubblicate agli inizi del Novecento e che illustrano l’antico Caffè Turco (oggi Moresco) ed il Teatro Verdi; entrambi scomparsi sotto i bombardamenti aerei del 1944.

Il centro storico e i suoi palazzi

Ripetutamente sconvolto durante il dominio napoleonico ed asburgico del XIX secolo, il centro storico di Vicenza vide ulteriore cambiamento durante le battaglie risorgimentali del 1848 e con i bombardamenti delle due guerre mondiali che seguirono nel Novecento.

Durante la Grande Guerra, la città di Vicenza fu più volte colpita dai bombardamenti aerei compiuti dall’impero austro-ungarico che controllava i cieli della provincia sin dal primo anno del conflitto.

Altrettanto documentati sono i numerosi bombardamenti aerei che coinvolsero il centro storico durante la seconda guerra mondiale e precisamente tra il 1943 e il 1945. Al termine del conflitto fu condotto il recupero e la ricostruzione degli edifici storici e di quelli civili e religiosi, basandosi sui progetti originari.

Note: Pagina in aggiornamento, a breve verranno inserite ulteriori immagini
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