Curiosità

Padovano impicca l’asino

Proverbio Veneto - Asino e salsiccia

…e Vicentino lo disimpicca per un pezzo di salsiccia!

Si narra di un’antica e simulata battaglia inscenata da Vicentini e Padovani tragicamente scoppiata in rissa.

L’episodio si concluse con lo scambio di promesse delle parti e ricordato tuttora con un curioso proverbio veneto, che ripropongo e ne racconto le origini.

Asini e salsicce: le curiose origini del proverbio veneto

Nonostante il noto spirito di campanilismo e di antagonismo tra le fazioni, sono documentati lunghi periodi di pace e convivialità durante l’alto periodo medievale.

Era consuetudine, infatti, riunirsi nelle terre di confine per gozzovigliare, ballare e gareggiare per la conquista del vessillo della squadra avversaria.

Purtroppo lo scherzo non sempre era ben accolto tra i partecipanti, che spesso arrivavano alle mani per far valere le proprie ragioni.

Qualcosa di simile pare accadde durante i primi anni del millennio tra Padova e Vicenza o, come tramandato dagli storici, a Lissaro nella frazione di Mestrino.

Bastò poco, forse una sciocchezza o forse una parola di troppo, ad accendere gli animi dei contendenti durante la manifestazione, che minacciarono persino di scatenare una guerra tra le due roccaforti.

Ma che ci azzecca la presenza dell’asino e della salsiccia nel proverbio veneto?

Il motivo è riconducibile all’antica simbologia dei contadi: alla competizione i Padovani parteciparono con l’insegna del dragone, vincendo sui Vicentini e strappando loro il vessillo raffigurante un asino.

L’amara sconfitta, seguita da insulti e sbeffeggiamenti, portò ad una furiosa rissa tra le parti, che causò numerosi feriti e perfino alcuni morti.

I conquistatori del vessillo rientrarono trionfanti a Padova, esibirono il trofeo al pubblico e per deridere la sconfitta dell’avversario, impiccarono sulla piazza un asino.

Di fronte a tale macabra umiliazione, i Vicentini allestirono il carroccio e in assetto di guerra si misero in marcia verso Padova.

E la salsiccia?

Gli intenti belligeranti furono smorzati dai contadi di Verona e Treviso, che proposero una soluzione originale e curiosa per calmare gli animi adirati delle due fazioni.

Le condizioni per riportare la pace erano così definite: Padova dovette restituire il vessillo e togliere l’asino appeso sulla piazza, mentre i Vicentini promisero la cessione di un certo quantitativo di gustose salsicce.

Accettati di buon grado gli accordi, fu ristabilita la pace con degna soddisfazione di entrambe le parti.

Si suppone che da un’altra cruenta battaglia abbia avuto origine anche il proverbiale idioma Vicentini Magnagati.

Collegandoti a questo link troverai tutti i dettagli.

Dal proverbio ai fatti

Gli eventi accaduti quel giorno sono indelebilmente collegati al proverbio veneto e a Lissaro, dove ogni anno si tiene il palio delle contrade.

La rievocazione storica è molto suggestiva: i partecipanti alla manifestazione indossano eleganti riproduzioni dei costumi dell’epoca e gareggiano per la conquista dell’ambito vessillo dell’asino.

Maggiori dettagli sul sito ufficiale del Palio di Lissaro.

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