Personaggi

Walter Stefani, incontro con l’autore

Memorie di Walter Stefani

Ritengo doverosa una breve introduzione su Walter Stefani, istituzione storico-culturale di rilievo pregiatasi di molteplici riconoscimenti per aver contribuito a consolidare aspetti, informazioni e memorie ormai perdute nel tempo.

Biografia di Walter Stefani

Classe 1923, lavora come orologiaio presso una prestigiosa bottega del centro storico di Vicenza e in seguito, raggiunta la maggiore età, diviene aviere e parte per Roma dove assiste alle lotte di liberazione del 1943.

Tornerà in terra natia dopo l’armistizio dell’8 settembre.

Diplomatosi ragioniere, acquisisce l’incarico di consigliere comunale e diviene collaboratore de “Il Giornale di Vicenza“, contribuendo con oltre un migliaio di articoli.

Dal 1958 raccoglie e dispensa storia vicentina conquistando l’interesse dei concittadini e divenendo – infine – memorialista e storico per eccellenza.

Fregiatosi di numerose riconoscenze, Walter Stefani è autore di oltre 30 libri tematici e di innumerevoli pubblicazioni editoriali.

Tra le opere librarie più prestigiose vanno ricordate: “La Rua di Vicenza”, “Carosello Vicentino”, “Memorie Vicentine – un diario per immagini”, “Vicenza nel tempo – La città di ieri, la città di oggi” e “Sessant’anni di cartoline 1890-1950”, opera, quest’ultima, realizzata in parte con il contributo del collezionista di cartoline d’epoca Antonio Rossato.

Walter Stefani è inoltre testimone di uno dei periodi più coinvolgenti della storia italiana.

Ha vissuto il ventennio fascista, condiviso il ritorno dei legionari dalle colonie d’Africa, partecipato ai campi “Dux” a Roma, ma – soprattutto – ha assolto gli obblighi militari sotto la dirigenza dei comandi del regime, in un contesto in cui il totalitarismo imponeva la propria ideologia alla popolazione, costringendo alla dottrina del coraggio fisico e al patriottismo (cfr. Filippo Tommaso Marinetti).

Trasferitosi a Roma per adempiere al servizio militare, Walter Stefani assiste all’avvento dell’armistizio che porterà progressivamente alla disgregazione dell’impero fascista.

In seguito alla sconfitta del regime, Walter Stefani riceve il congedo illimitato dal Regio Esercito e ritorna a Vicenza non senza poche difficoltà, aggirando i rastrellamenti della resistenza fascista e tedesca.

Continuano inoltre le deportazioni, miracolosamente evitate come descritto nei suoi diari.

Nei suoi racconti Walter Stefani descrive anche le lotte partigiane ed il ritorno dei combattenti visibilmente provati nel corpo e nello spirito dalle campagne di Grecia e di Russia.

Storie drammatiche, tramandate da protagonisti che hanno vissuto l’esperienza della fuga, del coprifuoco e della fame.

Arriva, infine, la resa delle forze armate tedesche nel maggio 1945, e con essa la ricostruzione del tessuto urbano, guaribile nell’edilizia, ma difficilmente sanabile nello spirito.

Vicenza acquista progressivamente fiducia e inizia la ricostruzione dei palazzi colpiti dalla guerra.

In questo contesto, diventano simbolo della ricrescita economica il nuovo Viale Milano e Viale San Lazzaro, all’epoca non asfaltati ma già considerati importanti arterie.

Ringrazio Walter Stefani per il consenso alla breve pubblicazione biografica e per lo spunto all’intervista con l’autore concesso nelle pagine del sito Memory 2000.

Appuntamento con Walter Stefani

Il nostro primo incontro avvenne una sera di gennaio 2014.

Non conoscendo i tempi per un’eventuale disponibilità dell’autore, telefonai con largo anticipo e chiesi appuntamento per una consulenza sul materiale in mio possesso.

Walter Stefani accettò di buon grado la proposta e mi invitò presso il suo studio.

Retrone in piena, Vicenza, articolo Walter Stefani
Il Retrone, fotografato alle ore 17:00 del 31 gennaio 2014, mostra il rischio esondazione anche nel centro storico di Vicenza

Organizzai parte dell’archivio in sicuri borsoni di plastica per preservarlo dal maltempo.

Ombrello alla mano, mi incamminai e attraversai il centro storico, mentre i fiumi scorrevano ingrossati dalle incessanti piogge del periodo.

L’allarme esondazione era attivo già dal mattino e rimase tale per giorni, fino a quando il maltempo concesse clemenza alle zone in Viale Trissino e Sant’Agostino, già sommerse da diversi centimetri d’acqua e fango.

Analisi e ricerca fotografica

Giunto a destinazione, il Signor Stefani, dopo alcuni convenevoli, mi invitò ad entrare nel suo studio.

Sulle pareti notai molti riconoscimenti promossi dall’amministrazione di Vicenza, diversi manifesti Art Nouveau, varie targhe di associazioni storico-culturali e alcuni bozzetti editoriali.

Armati di lente di ingrandimento, come bravi investigatori, cominciammo ad analizzare i dettagli fotografici.

Senza l’ausilio degli archivi storici in suo possesso non avremmo avuto conferma dell’esistenza di un paio di attività commerciali presenti fino al 1916 nel Borgo Padova.

Aggiunsi alla ricerca un ritratto fotografico del 1935 dell’astrofisico vicentino Giuseppe Cenzon, già conoscenza dell’emozionato Walter Stefani

Infine prendemmo in esame una chiesa nel Borgo antico di San Felice colpita da bombardamento aereo anglo-americano durante la seconda guerra mondiale e della quale rimangono visibili pochi resti.

Di tale edificio esistono poche testimonianze fotografiche: dall’archivio personale, una cartolina panoramica dell’autore Carlo Vajenti (vedi pagina dedicata al Borgo San Felice), mentre da quello di Walter Stefani, alcuni scatti in bianco-nero successivi alla sua distruzione.

Al momento sono alla ricerca di documenti storici sulla chiesa e sulla struttura architettonica ormai perduta: ad obiettivo raggiunto, procederò con la pubblicazione di un articolo.

Riposta la lente d’ingrandimento, prendemmo visione di alcune foto dell’aeroporto Dal Molin scattate durante la raccolta del grano, che fu istituita per il sostentamento alimentare dei combattenti, nell’anno 1942.

Molti altri aneddoti ed eventi attendono analisi, tanto è vasta la zona di interesse fotografico e storico a Vicenza.

L’errore più comune è quello di riporre i ricordi nel cassetto, portandoli ad un lento declino nel tempo.

Saluti e ringraziamenti

Giunto il tempo di congedarsi, ringraziai per il prezioso aiuto, raccolsi i miei faldoni con le foto e le cartoline d’epoca recuperate nei mercatini dell’antiquariato e uscii da casa Stefani.

Le luci pallide della sera rimbalzavano sulle pareti degli antichi palazzi, mentre la pioggia diventava sempre più sottile, fino esaurirsi.

Strada facendo pensai all’aiuto ricevuto confidando in un futuro sodalizio e trarre nuove, interessanti vicende sulla storia della nostra bella Vicenza.

Concludo, quindi, con sentiti ringraziamenti per la disponibilità e l’accoglienza:

Walter Stefani e i figli Antonio e Giorgio, per la pazienza, la collaborazione e l’entusiasmo dimostrato nella ricerca, a volte estenuante, dei dettagli fotografici, con il fine ultimo di riconsegnare alcune pagine della nostra storia locale.