Centro Storico

L’antico borgo San Felice

Nelle immediate vicinanze della Stazione Ferroviaria di Vicenza sorge l’antico borgo San Felice, che deve il nome all’omonima Basilica presente nell’area.

Le cronache sulla storia dei Santi narrano di Felice e Fortunato; due fratelli in armi originari di Vicenza emigrati ad Aquileia verso la fine del III secolo, dove subirono il martirio per la loro fervente fede Cristiana.

Vittime delle persecuzioni di Diocleziano, vennero torturati ed infine decapitati nell’anno 303.

La basilica dei Santi Felice e Fortunato

Il complesso originario della struttura, dalle dimensione ridotte rispetto quelle attuali, è databile alla fine del IV secolo ed è la prima testimonianza documentata del culto cristiano a Vicenza.

L'antica basilica di San Felice e Fortunato con il portico
Dettaglio della chiesa di San Felice con il portico abbattuto nel 1935. Cartolina del 1920 circa, ed. Rodondi.

Dopo la traslazione delle reliquie di san Felice in un modesto cimitero vicentino, la comunità cristiana decise di erigere la prima struttura religiosa in sua memoria.

Doveva trattarsi quasi certamente di un semplice ambiente votivo privo di abside e con un breve atrio d’accesso.

La struttura fu sostituita, verso la metà del V secolo, da un nuovo edificio con sacello destinato ad accogliere i resti del Santo e di altre venerande reliquie.

Il complesso architettonico era composto da tre navate, un abside rettangolare, un portico esterno ed una pavimentazione adorna di mosaici.

Vittima delle guerre tra Vandali e Bizantini e delle incursioni degli eserciti Ungari, la chiesa fu più volte restaurata ed infine ricostruita dopo il terremoto del 1117, che provocò gravissimi danni in tutta la provincia Berica.

Nel 1935 venne rimosso il portico esterno voluto dai monaci benedettini (visibile nelle foto e nelle cartoline d’epoca) restituendo alla Basilica l’aspetto architettonico del XII secolo.

Nell’area circostante sono state rinvenute diverse testimonianze di sepolture e suppellettili di origine romana, tanto da confermare l’esistenza di un’antica necropoli dedita al culto pagano.

Chiese, edifici pubblici e palazzi

Oltre alla Basilica dei Santi Felice e Fortunato, così ricca di storia, sono presenti in zona altre chiese e ospitali minori.

Lungo il viale che conduce alle scuole comunali di Piazzale Giusti, ad esempio, sono visibili le antiche chiese di San Bovo e San Valentino, non più accessibili.

Dalla parte opposta del lungo rettilineo di San Felice, ed entrando nei giardini dell’istituto provinciale psichiatrico, è possibile vedere ancora pochi resti di una piccola chiesa.

Trattavasi di un edificio religioso pensato in funzione al complesso dell’istituto ospedaliero riservato al personale medico e ai degenti.

Andò perduto durante un bombardamento aereo nel 1944 e da allora non venne mai più ricostruito. Ciò che ne rimane oggi è l’ingresso con le due colonne ai lati ricoperte da piante rampicanti.

Nel circondario sono da segnalare alcuni bellissimi edifici in stile Liberty, come l’antica birraria Sartea costruita nel 1913 su progetto dell’ingegnere Silvio Caregaro-Negrin.

Non mancano le residenze private adorne di fregi e sculture realizzate secondo il gusto del periodo, ammirabili percorrendo Via Legione Antonini e Via dei Mille.

Risalendo il corso San Felice, in direzione delle scuole comunali adiacenti ai Giardini Salvi, era possibile trovare la prima stazione tranviaria di Vicenza.

Questa aveva sede in angolo sul Viale Milano dove oggi sorge la filiale di una banca. La stazione fu demolita verso la metà degli anni ’30 e ricostruita sul piazzale Bologna, affiancando il parcheggio interrato e parte del Campo Marzo.

Di seguito una selezione di cartoline d’epoca.


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