Curiosità

Storia di un antico locale a Vicenza: l’osteria Piccolo Piemonte

Vicenza, foto cartolina d'epoca della trattoria Alla Villa, poi Osteria Piccolo Piemonte

Questa storia ha inizio lontano, fuori Vicenza, in una bella cittadina, dove domina una vasta piazza centrale e dove si affaccia la splendida e maestosa Villa Contarini: siamo a Piazzola sul Brenta, terra del Mantegna.

E’ una serena domenica mattina, sotto un cielo terso. Un lungo filare di alberi accompagna i banchi e i gazebo del mercatino dell’antiquariato, che si tiene puntualmente ogni fine mese.

Mi incammino lungo un corridoio di tavole e di numerosi oggetti riposti a terra, fino incontrare un uomo curvo sopra alcuni antichi documenti e raccoglitori di cartoline d’epoca.

Accenno un timido saluto e chiedo di poter sfogliare il materiale cartaceo sulla storia di Vicenza. L’uomo ricambia il saluto e porge un raccoglitore pieno di fotografie panoramiche del Veneto.

Tra le mani mi capita una preziosa stampa ai sali d’argento della Rua di Vicenza e una foto-cartolina che raffigurare una misteriosa osteria.

Incuriosito dall’immagine, cerco di identificare l’edificio in base all’insegna fissata sulla facciata: “Albergo Trattoria Caffè Alla Villa“, ma brancolo nel buio più totale.

La targa è un indizio importante e lascia supporre la presenza della trattoria lungo Viale San Lazzaro, come pure è indicato a penna sul lato destro dell’immagine.

La bellissima Villa Mosconi a San Lazzaro di Vicenza in una cartolina antica
Villa Mosconi lungo Viale San Lazzaro, situata di fronte alla tipica Osteria Piccolo Piemonte. Cartolina postale spedita nel 1916, editore Luigi Chiovato

Tentenno, apro una trattativa con il commerciante e infine procedo all’acquisto. Ringrazio, saluto e mi allontano dai portici, ma sempre con il pensiero sulla trattoria ritratta da uno sconosciuto fotografo.

Dopo alcuni giorni di ricerche e confronti con gli edifici presenti lungo tutto viale San Lazzaro, scopro l’Osteria Piccolo Piemonte.

La costruzione, nonostante abbia subito diversi interventi di riqualificazione nel tempo e l’aggiunta di un secondo piano, corrisponde all’immagine fotografica impressa sulla cartolina recuperata al mercatino.

Decido di entrare nel locale, faccio amicizia con i titolari e scopro l’esistenza di un’altra copia della stessa fotografia, che il pronipote Giampaolo ricevette in eredità dal suo avo.

All’ingresso il gestore, dietro un ampio bancone e una ricca esposizione di bocconcini salati di ogni sorta, mi accoglie con un affabile sorriso.

Mi presento a Giampaolo e inizio a spiegare i motivi della mia inaspettata visita. Gli chiedo quindi se è disponibile a raccontare la storia dell’edificio e della secolare attività di ristorazione della sua famiglia.

L’uomo accetta l’invito e inizia a tracciare una cronologia degli eventi, mentre inizio a prendere appunti sul mio taccuino tascabile.

Una storia centenaria

L’edificio oggetto di questo articolo, presente tuttora al numero civico 83 di Viale San Lazzaro, risale al lontano 1870 e solo recentemente è stato riqualificato grazie a uno scrupoloso restauro.

Sin dagli esordi, la costruzione offriva alloggio e ristoro alla monarchia italiana, che sostava per rifocillarsi o per trascorrere la notte prima di raggiungere Venezia, dove aveva altri importanti possedimenti.

Il nome Osteria Principe Piemonte, quindi, avrebbe origine dalla presenza in città della famiglia Savoia, che vi transitava in carrozza.

Ma le abitudini dei monarchi italiani furono drasticamente interrotte con lo scoppio della Grande Guerra e l’edificio fu presto convertito in ospedale militare.

A conflitto terminato la struttura venne acquisita dall’Ente Comunale Assistenza, destinando i locali alle persone bisognose di cure e alloggio.

Nel 1926 il palazzetto torna a ricoprire l’attività di ristorazione e di albergo, conservando il nome originario: “Osteria Principe Piemonte“.

Curiosità spicciola: accanto all’osteria sorgeva una rivendita di manufatti in terracotta, provenienti dalla fornace in attività presso i binari della ferrovia. Nel secondo dopoguerra la bottega cambierà gestione, dedicandosi al commercio di prodotti abrasivi e di accessori per smerigliatrici.

L’osteria, invece, subisce un cambiamento significativo nel nome: scompare il titolo nobiliare “Principe” e al suo posto appare per la prima volta l’aggettivo “piccolo” ad accompagnare il bel toponimo piemontese.

Sarà la famiglia Pilan, con una lunga tradizione nel campo della ristorazione, a gestire il locale fino al 1986, anno in cui lo stabile passerà all’ente comunale (IPAB).

L’Osteria Piccolo Piemonte ai giorni nostri

Poco prima il sorgere degli anni novanta l’Osteria Piccolo Piemonte cambierà sede, trasferendo l’attività di ristorazione al civico 99, dove Antonio Pillan, classe 1895 e prozio di Giampaolo, già nel lontano 1923 gestiva un albergo con trattoria.

Non traggano inganno le doppie “elle” presenti nel cognome del primo gestore dell’osteria e mancanti in quello dell’attuale proprietario: entrambi discendono dalla stessa genealogia.

L’insegna sulla facciata dell’antica locanda al civico 99, riportava il nome “Alla Villa” perché situata sul lato opposto alla residenza del Commendatore Mosconi.

Ma qui è doverosa un’altra precisazione: Giampaolo, infatti, mi informa sulle origini dell’albergo Alla Villa a Ponte Alto, che si trovava fronte strada allo Zuccherificio Ligure Vicentino (lo stabilimento fu in seguito convertito alla lavorazione del ferro).

Lo Zuccherificio Ligure Vicentino a Ponte Alto in una foto-cartolina del 1901. Editore G. Raschi.

La cucina a “Ponte Alto” pare abbia avuto inizio nel lontano 1880, acquisita dai Pillan nel primo Novecento e bruscamente interrotta durante la Grande Guerra, con la requisizione dell’edificio dall’esercito scozzese, che lo utilizzò come posto di comando.

A conflitto ultimato, nell’impossibilità di recuperare la struttura perché seriamente danneggiata, il caseggiato venne demolito, ma il tenace Antonio non si diede per vinto e decise di continuare l’attività rilevando il civico 99 di Viale San Lazzaro.

L’edificio ha subito diversi interventi nel corso della sua centenaria storia, ma è ancora riconoscibile grazie al caratteristico spigolo arrotondato, dove un tempo conservava una porta d’ingresso al locale.

Vicenza, Osteria Piccolo Piemonte.
L’edificio dell’antica trattoria “Alla Villa” come lo vediamo oggi. L’Osteria Piccolo Piemonte si trova nella porzione di casa adiacente.

Una storia davvero travagliata, quella dell’albergo-trattoria Alla Villa e dell’Osteria Piccolo Piemonte; raccontata con minuzia di dettagli dall’amichevole Giampaolo, con il quale ho avuto il piacere di brindare all’incontro e scambiare qualche battuta.

E’ giunto quindi il momento dei saluti. Mi congedo dall’oste e dalla moglie Lilly e mi dirigo verso l’uscita.

Fuori si gela. Prima di salire in auto, però, affronto l’ultimo freddo e scatto una fotografia al vecchio edificio.

Mentre il motore della vecchia Ibiza inizia a scaldare, penso alle notizie raccolte dal buon Giampaolo e al fortunato ritrovamento da aggiungere all’archivio di fotografie e cartoline d’epoca di Vicenza.


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