Storia della Brigata
Granatieri di Sardegna

Il corpo dei Granatieri di Sardegna fu fondato nel lontano 1685 e impiegato come “Guardia Reale”. Il nome fu attribuito dal Duca Carlo Emanuele II di Savoia; tuttora riconosciuta come la specialità militare più antica presente in Italia e nel mondo.

Nel 1815 l’appellativo di Guardie Reali mutò in Granatieri di Sardegna in riconoscimento all’abilità del corpo militare nel lancio delle granate; abilità che lo contraddistinse in numerose operazioni sui campi di battaglia.

A me le Guardie!
Si copriran di Gloria gridando: “viva il Re!”

Imprese storiche dei Granatieri di Sardegna

Il corpo dei Granatieri di Sardegna si distinse nel 1848 durante le Guerre di Indipendenza, a Custoza, Goito, Santa Lucia e Pastrengo. In seguito fu  impiegato in Crimea e nella Guerra Italo-Turca di Libia che ebbe inizio nell’anno 1911.

Durante la Grande Guerra la Brigata venne destinata ai campi di battaglia in Friuli Venezia Giulia, lungo il fiume Isonzo e a Monfalcone, nella frazione di Oslavia, sul Monte Sabotino e sul Monte San Michele, a Nad Logem e a San Grado di Merna.

Nel 1917 furono destinati lungo la linea del fronte a Fornaza, Stariokwa-Selo e Bertiolo-Flambro, mentre nell’ultimo anno del conflitto giunsero sul delta del Piave e a Vittorio Veneto dove furono combattute sanguinose battaglie.

Sul Monte Cengio i Granatieri di Sardegna si distinsero in gesta memorabili che ancor oggi vengono commemorate dalle Associazioni del Corpo d’Arma e dalle Autorità civili.

La Grande Guerra dei Granatieri nel Vicentino:

La battaglia sul Monte Cengio

Granatieri di Sardegna - Monte Cengio nel 1935

Il rovescio del Monte Cengio in una fotografia del 1935. Sono ancora visibili alcune baracche in legno lungo le ripide pendici

Maggio-giugno 1916:

durante l’Offensiva austriaca sul Monte Cengio, i Granatieri di Sardegna ingaggiarono un furioso combattimento contro il nemico che respinse il Reggimento fino al precipizio. Giunti sull’orlo del baratro, i Granatieri si avvinghiarono ai corpi degli assalitori trascinandoli nel vuoto.

Il dirupo prese il nome di “Salto del Granatiere” e il Battaglione del 2° Reggimento Granatieri di Sardegna l’appellativo “Cengio”. Ancor oggi l’episodio è molto discusso tra gli storici della Prima guerra mondiale: mito per alcuni, realtà per altri.

Come arrivare sul Monte Cengio

Il Monte Cengio risulta essere una meta frequente di associazioni storiche e militari che con solenni messe in suffragio ai caduti depongono corone d’alloro in memoria dei valorosi soldati periti in quel drammatico episodio.

L’area monumentale del Monte Cengio è facilmente raggiungibile da Vicenza percorrendo la “Statale del Costo” (SS 349) che conduce all’Altipiano di Asiago. Nei pressi di Treschè Conca è visibile la segnaletica che indica una strada asfaltata sulla sinistra. Per chi giunge da fuori provincia è consigliabile l’autostrada Valdastico, uscita al casello Piovene Rocchette.

il Bisnonno Ritrovato

EgiGranatieri di Sardegna - Egidio Boscariolodio Boscariolo, Granatiere del 2° Reggimento Granatieri di Sardegna, in una foto ricordo prima dello scoppio della Grande Guerra.

Partì nel 1915 per il fronte con il Battaglione che aveva sede a Parma. Gravemente colpito al termine della sesta battaglia sull’Isonzo, morì il 19 agosto 1916 presso l’ospedale civile di Palmanova.

Per quasi un secolo i suoi poveri resti non furono mai ritrovati, nonostante le assidue ricerche dei familiari.

Ecco l’articolo completo di Maria Elena Bonacini, comparso su Il Giornale Di Vicenza:

“Ritrova i resti del bisnonno morto in guerra”

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter
E' vietata la riproduzione, anche parziale, di immagini, testi o contenuti senza autorizzazione.

Scritto da:

Pubblicato: 10 maggio 2014

Inserito sotto: Grande Guerra

Visto: 3678

Tags:

Commenti chiusi.

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.