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Il Caffè Moresco nelle foto e nelle cartoline d’epoca

Il Caffè Turco, oggi Caffè Moresco, nuova sede degli Alpini d Vicenza. Cartolina ed. Galla 1904.

Il moderno Caffè Moresco, ripulito e riqualificato grazie all’impegno degli Alpini della Sezione di Vicenza, apre al pubblico.

Accade nel grande parco cittadino chiamato Campo Marzo, dove un tempo sorgeva un magnifico locale dall’architettura elegante e raffinata.

Ho pensato, quindi, in occasione della sua nuova e imminente apertura, alla preparazione di un testo che racconti, seppur brevemente, la travagliata storia dell’edificio ricostruito al margine del Viale Roma e all’ingresso del Viale Dalmazia.

Ad accompagnare i gioiosi momenti di festa popolare e i funesti eventi della seconda guerra mondiale che portarono alla distruzione del Caffè Moresco, saranno una serie di rare e belle fotografie e cartoline d’epoca realizzate da famosi editori e cartolibrai Vicentini.

Caffè Turco, poi Caffè Moresco, e Campo Marzio in una cartolina d'epoca.

Una rara cartolina d’epoca del Caffè Turco spedita nel 1908, ma riprodotta da una lastra fotografica ottocentesca. E’ l’immagine più antica che si conosca dell’elegante edificio che prenderà nome di Caffè Moresco nel 1911.

Le immagini del Caffè Moresco (ndr Caffè Turco) pubblicate nel sito provengono tutte dalla collezione personale, mentre le informazioni contenute nel testo sono reperibili in vari volumi e pubblicazioni elencate a fine pagina, alla voce “bibliografia”.

Chi volesse approfondire le vicende dell’antico Caffè Turco, quindi l’attuale Caffè Moresco, provi a consultare il vasto Fondo Gonzati conservato presso la Biblioteca Civica Bertoliana, oppure, come alternativa, frequentare i mercatini dell’antiquariato e dell’usato, dove spesso è possibile rintracciare libri di architettura e di storia locale.

Le origini del Caffè Moresco a Vicenza

L’edificio, presente sul limitare del lungo viale alberato che attraversa Campo Marzo fino arrivare al ponte sul Retrone, risale al periodo della ricostruzione iniziata nel secondo dopo guerra, ma non conserva nulla del progetto originale.

Lo si evince osservando lo stile architettonico tipico del periodo e ripetuto anche in altri edifici come, ad esempio, la vicina stazione dei treni ricostruita nel 1948 su progetto dell’ingegnere Narducci.

Ma concentriamoci sull’antico Caffè Moresco, vero protagonista di questo articolo che spero possa soddisfare la curiosità del lettore.

Una passeggiata in Campo Marzio, presso l'antico Caffè Moresco

Suggestiva cartolina postale dei primi anni venti con un nobile cavaliere in transito sul Viale della Stazione, nei pressi del Caffè Moresco. L’immagine è stata spesso riprodotta da diversi editori dell’epoca e contemporanei. Questo esemplare riporta sul verso la didascalia dell’editore e cartolibraio Piccioli.

Il progetto originario fu opera dell’architetto vicentino Giovanni Miglioranza (1798 – 1861) ed erroneamente attribuito da alcuni vicentini al suo collega Bartolomeo Malacarne.

Quest’ultimo grande urbanista del panorama ottocentesco italiano – nonostante abbia partecipato in prima persona alla realizzazione di altri importanti interventi, come la costruzione del cimitero monumentale e il restauro di diversi edifici e manufatti distribuiti sul territorio vicentino – non fu artefice del disegno architettonico del Caffè Moresco .

Probabilmente l’errore diffuso dai sostenitori di tale ipotesi è dovuto a… Uno scambio di personalità!

Bartolomeo Malacarne, infatti, provvide a tracciare il disegno del lungo viale dei platani che attraversa Campo Marzo. Si suppone, pertanto, che qualcuno abbia confuso le due opere d’ingegneria urbanistica e i relativi ideatori.

E non è tutto: seppur riconducibili entrambe le opere al periodo dell’occupazione austriaca, queste furono realizzate in momenti e in occasioni diverse.

Il lungo Viale (ricordiamo essere del Malacarne!) fu pensato e piantumato nel 1816 con Platanus Occidentalis – originario delle Americhe – per onorare l’arrivo a Vicenza dell’Imperatore Francesco I, mentre il Caffè Moresco (Caffè Turco sino al 1911 – anno di inizio della guerra italo-turca) fu progettato dal Miglioranza e inaugurato la sera del 14 luglio 1838.

Il Caffè Moresco nei ricordi e nelle testimonianze dei Vicentini

Ma come ricordano e ricordavano il Caffè Moresco quei vicentini vissuti nel periodo precedente ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, che inesorabilmente distrussero gran parte della città, compreso lo storico locale?

Effetti del bombardamento aereo su Campo Marzo, Vicenza 1944

Platani divelti e numerosi crateri sono gli effetti del devastante bombardamento del 2 aprile 1944 sul Campo Marzo. La foto, finora inedita, è di autore anonimo.

Ho fatto alcune ricerche e in mio aiuto sono giunti i testi specialistici, le opere e le guide sulla città di Vicenza, che raccolgono informazioni sul parco cittadino.

Interessante è l’osservazione di Renato Cevese, che a pagina 312 del suo “Per Vicenza – 1945 – 2008” (Cierre Edizioni, 2009), testimonia la preferenza dei vicentini per la gustosa granatina dello scomparso Caffè Moresco.

Walter Stefani allarga le frequentazioni al gran Caffè in Campo Marzo citando la numerosa presenza dei forestieri, dei nobili e dei borghesi che amavano transitare a cavallo o addirittura in carrozza e consumare una densa cioccolata calda o una tazza di tè durante il periodo invernale.

Nelle immediate vicinanze, quasi a ridosso dei tavolini riservati alle consumazioni degli avventori, si teneva l’annuale fiera bovina accompagnata dal gran vociare degli allevatori, dai muggiti e… Dagli effluvi del bestiame.

Frequentare il Caffè Moresco durante i giorni di mercato degli animali non era quasi certamente una buona idea.

Emozionante, invece, doveva essere la domenica mattina, quando la banda municipale si riuniva di fronte all’ingresso del locale e sopra il palco ligneo allestito per le grandi solennità si esibiva in festosi concerti.

Concerto della banda municipale al Caffè Turco, oggi Caffè Moresco.

L’affluenza del pubblico alla domenica mattina e nei giorni festivi per assistere al concerto della banda cittadina che si esibiva di fronte al Caffè Turco, poi Caffè Moresco. Cartolina postale spedita nel 1908, edizioni Chiovato, autore della fotografia: F. Marchesini.


Confronto impossibile

Che ne è stato del glorioso Caffè dalla raffinata architettura, ammirabile nelle foto e nelle cartoline d’epoca miracolosamente giunte sino ai nostri giorni?

L’amato e ricercato luogo d’incontro per turisti e borghesia subì gravissimi danni sotto i bombardamenti aerei, che iniziarono il giorno di Natale 1943 e continuarono fino ad aprile 1945, lasciando in frammenti numerosi edifici cittadini.

Spariscono così le deliziose ed esili colonnine del Caffè Moresco, i suoi ricchi e variopinti decori, la bella e regolare modanatura, l’elaborata e delicata cornice posta sulla sommità della struttura.

Il Caffè Moresco prima del restauro

Il Caffè Moresco in una fotografia datata 2014, molto prima dell’inizio dei lavori di recupero.

In sostituzione alla leggiadra composizione artistica del Miglioranza e all’uso dei marmi e della pietra di Vicenza, si è provveduto alla costruzione di un fabbricato essenziale, squadrato, dall’utilizzo del cemento e del calcestruzzo.

Il bianco degli intonaci domina su gran parte della composizione e sul portico che apre in un largo spazio rettangolare, interrotto al centro da due colonne prive di capitello e di basamento.

Il Caffè Moresco, tuttavia, conserva nel tempo nome e luogo originari dell’edificio che lo ha preceduto; uniche reminiscenze di un romantico passato.

Il Caffè Moresco incontra gli Alpini e torna in “salute”

Nonostante il confronto tra i due stili architettonici risulti impossibile – proprio per la diversità dei progetti realizzati secondo i gusti del momento e dei materiali utilizzati – il Caffè Moresco ricorda il movimento minimalista che tanto ebbe successo negli anni successivi alla sua costruzione.

Auto d'epoca FIAT sfreccia davanti al Caffè Moresco

Un’inedita foto amatoriale di autore sconosciuto del Caffè Moresco e di una bella FIAT Balilla 508 scattata poco prima dello scoppio della guerra e dei bombardamenti aerei iniziati nel 1943.

Ma quale futuro attende il luogo d’incontro e ristoro tanto amato dai vicentini?

Un futuro brillante grazie all’intervento dei tanti volontari della Sezione Alpini di Vicenza, che, dopo una lunga burocrazia e tante scartoffie, hanno ottenuto l’approvazione per la riqualificazione dei locali e degli ambienti esterni.

Provvedere al restauro non è stato semplice in quanto agli Alpini si è presentata una situazione di grave abbandono, precarietà e mancanza degli spogliatoi e delle strutture igieniche necessarie al personale.

Ma gli Alpini, com’è noto, non si arrendono di fronte alle difficoltà e rimboccate le maniche hanno lavorato instancabilmente, con entusiasmo e pazienza; le virtù dei forti!

Così rinasce il Caffè Moresco dal fresco candore degli intonaci, dagli impianti idraulici ed elettrici a norma e dai confortevoli ambienti del piano superiore, già destinati alle riunioni del Consiglio Direttivo dell’Associazione Alpini della Sezione di Vicenza.

Al piano terra, invece, tornerà l’attività di ristorazione, ma questa volta la gestione verrà assegnata ad una nota catena aziendale specializzata in piatti dal carattere e dal gusto tipicamente “oltreoceano”.

Decorazioni, arredamento e suppellettili vari richiameranno lo stile degli anni cinquanta; stile ricordato con ironia e con un pizzico di nostalgia dalla famosissima serie televisiva Happy Days.

Grazie, quindi, al prezioso intervento di recupero dello stabile e all’insediamento degli Alpini e della nuova ristorazione marchiata “made in USA”, il moderno Caffè Moresco torna a brillare, restituendo alla città del Palladio un simbolo tanto caro ai vicentini.

Panorama dalla terrazza del Caffè Moresco, anni sessanta

Veduta del Campo Marzo, del viale Roma e del Monte Berico dalla terrazza del Caffè Moresco. Foto di autore sconosciuto, anni sessanta.


Bibliografia

  • Guida di Vicenza di Domenico Bortolan e Sebastiano Rumor, Tipografia Pontificia Vescovile San Giuseppe, 1919.
  • Vicenza nella sua toponomastica stradale, Giambattista Giarolli, edizioni tipografiche Istituto San Gaetano – Vicenza, 1955 (prima edizione).
  • Quattro passi in Campo Marzo, Giampaolo Vajenti – introduzione di Walter Stefani, ed. Caratti & Poletto/united Creative Group, dicembre 1994.
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