il Centro Storico Di Vicenza

Quasi raccolto ai piedi dei colli Berici, tra le confluenze del Bacchiglione e del Retrone, con l’immediata provincia a Nord che lambisce il fondale delle Prealpi, il centro storico di Vicenza spicca per le bellezze artistiche, in primis quelle architettoniche, sparse con dovizia dal genio di Andrea Palladio.
Non solo: seppure conosciuto agli occhi del mondo per le opere del noto architetto, il centro storico di Vicenza racchiude testimonianze preziose di epoche precedenti alla sua nascita.

Già nel XIII secolo, infatti, Vicenza sviluppò una fiorente attività edilizia, nonostante i gravi sconvolgimenti politici dovuti – in parte – al dominio degli Ezzelini.

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Il Centro Storico di Vicenza
tra Medioevo e Rinascimento

Incursione e Dominio degli Ezzelini

Ritratto di Ezzelino III da Romano

Ezzelino III da Romano

Famoso per i metodi di tortura, anche se non comprovati, Ezzelino III Da Romano ricevette il governo della città di Vicenza dall’Imperatore Federico II.

Dopo un’iniziale resistenza da parte della popolazione, Ezzelino III Da Romano riuscì a portare a compimento il suo programma di assoggettamento, inaugurando simbolicamente l’inizio del suo dominio in seguito alla resa della città, che si accompagnò a saccheggi e “innominabili delitti”, con roghi appiccati ovunque nel centro storico cittadino.

Ezzelino riuscì a dominare sul territorio fino alla morte di Federico II avvenuta nel 1250 e in seguito a ripetute scomuniche, fu vinto a Soncino nel 1259.

Malgrado il periodo di sottomissione che seguì all’arrivo del tiranno nel 1236, a Vicenza l’ordine delle Clarisse (1244) riuscì a costruire il convento e la chiesa Araceli su una struttura religiosa preesistente, mentre già intorno al 1217 i Canonici di San Marco fecero costruire la chiesa e il monastero di San Bartolomeo (ora ospedale civile) e di San Tommaso.
Del 1260 è invece il santuario di Santa Corona con l’annesso convento fatto costruire dal Vescovo Bartolomeo.

Successivamente fecero ingresso a Vicenza anche i Frati Minori che costruirono nel centro storico la chiesa di San Francesco vecchio (1220 circa) poi permutata con l’antica cappella di San Lorenzo (1280), la quale fu infine demolita per edificare l’attuale tempio omonimo.

Periodo Scaligero

Stemma del casato scaligero

Emblema araldico degli Scaligeri

In conseguenza al nuovo fervore religioso ripresero le sanguinose lotte tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, in un quadro di vicende politiche turbate anche da frequenti pestilenze, esazioni fiscali e carestie.

Padova, roccaforte dell’ideologia guelfa settentrionale, appoggiò la causa vicentina, siglando un accordo che in breve si trasformò in una reale dominazione del territorio.

A Vicenza, quindi, con il centro storico all’epoca delimitato da una ristretta area cittadina, fervevano i timori per la perdita della libertà da poco riconquistata.
Ottenuto il beneficio dagli imperiali di Germania, alcune milizie veronesi guidate da Cangrande si diressero alla volta di Vicenza, dove sconfissero in una sanguinosa battaglia i padovani arroccati nel castello di San Pietro, nei pressi del Ponte degli Angeli.

Il dominio Scaligero portò radicali cambiamenti nel tessuto urbano, a cominciare dall’inclusione nella cinta murari dei borghi San Pietro, San Felice e Porta Nova.

Nel 1343 fu costruito un maestoso castello, del quale oggi resta traccia solo nel torrione di porta del Castello, più volte manomessa.
Del 1372 è invece la Chiesa dei Carmini, ossia dei Carmelitani, costruita per volere del Vescovo De Surdis, mentre nell’attuale Piazza del Duomo, a causa delle frequenti epidemie, fu costruita la Chiesa di S. Antonio Abate, con l’annesso ospedale. Questi due ultimi edifici sono stati demoliti sul finire del XVIII secolo, e al loro posto oggi è presente il Palazzo delle Opere Sociali.

Il Quattrocento Vicentino

Fu sostanzialmente un secolo di tranquillità, quello sotto il domino veneziano, un’epoca che vide Vicenza e il suo centro storico arricchirsi di nuove costruzioni in stile tardo-gotico come Palazzo Regaù (Via XX Settembre – metà 1400), Cà D’Oro (Corso Palladio – costruito nel Trecento e completato dalla famiglia Dal Toso nel 1477 circa) e Palazzo Angaran, tra Contra’ Torretti e Contra’ Santa Lucia (1480).

Tra le strutture religiose di rilievo vanno ricordate Santa Maria delle Grazie (dietro all’area occupata dalla Casa di Cura Eretenia), Santa Maria in Foro (davanti Piazza Biade) e la Chiesa di Santa Chiara, con l’annesso convento.

Ma è in seguito all’apparizione della Vergine Maria a Vincenza Pasini che la città berica giunse al massimo della devozione cristiana, con la realizzazione della primitiva chiesa a Monte Berico, nei secoli a venire più volte perfezionata.
Furono le continue invocazioni spirituali, secondo la credenza popolare – peraltro documentate negli archivi della Biblioteca Civica Bertoliana – che portarono Vicenza alla liberazione da una terribile pestilenza, dando inizio ai lavori di costruzione del Santuario sull’omonimo colle (1428).

Andrea Palladio

Vicenza, Centro Storico - Monumento Andrea Palladio

“…Angelo vittorioso delle barbarie” – Giangiorgio Trissino

Alla città di Vicenza è legato per antonomasia il nome di Andrea Palladio, il quale, con i suoi straordinari modelli architettonici, diede nuovo impulso all’arte rinascimentale cambiando radicalmente l’aspetto urbanistico nel centro storico e reinventando i caratteri della Villa nella campagna veneta.

Andrea Palladio cominciò l’attività di scalpellino nella bottega padovana dello scultore Bartolomeo Cavazza da Sossano e, più tardi, presso la bottega di Pedemuro a Vicenza, dove si trasferì con tutta la famiglia.
A San Biagio continuò il lavoro di “garzone”, modellando la pietra in fregi, colonne e capitelli destinati per lo più ad altari religiosi.

L’evento che influenzò tutto il percorso formativo di Andrea Palladio fu l’incontro nel 1540 con il letterato Giangiorgio Trissino, che iniziò il giovane, poco più che trentenne, allo studio dell’architettura romana.
Tale percorso guidò l’arte e il genio di Andrea Palladio nella realizzazione di opere innovative, tuttora imitate in alcune zone d’Europa e in molti paesi oltre-oceano.

A Vicenza esistono “percorsi Palladiani” studiati e ben segnalati per i turisti, itinerari di notevole interesse culturale che, attraverso il centro storico, conducono ai palazzi, al Teatro Olimpico (1581) e alla Piazza dei Signori per ammirare il loggiato della Basilica Palladiana promossa a monumento nazionale nel 2014.

Stefano Bacci

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